
Basilica di San Lorenzo fuori le Mura
Scopri Basilica di San Lorenzo fuori le Mura
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Introduzione
La basilica di San Lorenzo fuori le Mura, così come la conosciamo oggi, è il risultato della fusione di due distinte chiese, edificate una alla fine del VI e l'altra all'inizio del XIII secolo, intorno alla tomba di Lorenzo, diacono d'origine spagnola martirizzato sotto l'imperatore Valeriano e sepolto nel cimitero di Ciriaca, lungo la Via Tiburtina.
Conserva anche le reliquie di Santo Stefano protomartire, che ne fanno una delle più venerate di Roma, ed è inserita nel ristretto numero delle cinque basiliche patriarcali, le più antiche e importanti della città.
Costantino arrivò per primo. Nel IV secolo fece sistemare, abbellendola, la tomba di San Lorenzo ed edificò nei suoi pressi una grande basilica cimiteriale, la basilica maior.
Poi Pelagio II costruì sopra il sepolcro. Alla fine del VI secolo fece costruire una nuova chiesa, a tre navate con gallerie praticabili, i matronei, che inglobava completamente il sepolcro — la basilica minor. Andata distrutta tra il IX e il XII secolo l'antica basilica maior, Clemente III (1084-1100) edificò il chiostro e iniziò la fortificazione del borgo, Laurentiopolis, sviluppatosi intorno alla basilica.
Onorio III girò tutto. Fu Onorio III Savelli (1216-1227) a conferire al complesso l'aspetto attuale, erigendo una nuova chiesa che sostituì, incorporandola e trasformandola in presbiterio dopo averne invertito l'orientamento, la basilica pelagiana. Innocenzo IV (1243-1254) fece rialzare il presbiterio e commissionò la cattedra papale.
E poi fu bombardata. Dei restauri compiuti nei secoli, quello piuttosto radicale di Virgilio Vespignani (1855-1864) fu quasi completamente eliminato dai rifacimenti successivi al bombardamento del 1943, che hanno tentato di ridare alla chiesa il suo aspetto medievale.
Architettura
La sua pianta è il verbale di una fusione. Turismo Roma registra che la basilica è il risultato della fusione di due distinte chiese, e che l'interno mostra fin dal primo sguardo l'aspetto non omogeneo della chiesa, con le due basiliche — la pelagiana, più antica adattata a presbiterio, e la onoriana — adiacenti ma non perfettamente in asse.
Le colonne sono di spoglio e non combaciano. Le ventidue colonne che dividono le navate sono differenti per dimensioni e marmi e provengono forse dalla basilica maior.
Il portico è attribuito e datato. È assegnato ai marmorari Vassalletto, 1220 circa, sorretto da sei colonne di spoglio sormontate da una trabeazione con ricco fregio policromo; a destra della facciata svetta, arretrato, il campanile romanico in laterizio del XII secolo.
Il presbiterio è una cornice dentro una cornice. È inquadrato da colonne di pavonazzetto su cui poggia una magnifica trabeazione con trofei d'armi e motivi vegetali del IV secolo, che sorregge il matroneo; al centro del pavimento cosmatesco si leva il ciborio del 1148, di quattro fusti in porfido che sorreggono una copertura piramidale su colonnine trabeate.
Il suo arredo è cosmatesco. Pavimento, amboni e candelabro pasquale sono della fine del XIII secolo, e la cattedra episcopale del 1254 è decorata con mosaici e marmi policromi.
E la facciata è una ricostruzione. In laterizio con tre finestre arcuate, è stata completamente ricostruita dopo i bombardamenti.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Fu costruita attorno a una tomba, e non se ne spostò mai. Tutto qui è organizzato dalla tomba di Lorenzo, sepolto nel cimitero di Ciriaca lungo la Via Tiburtina; Costantino fece sistemare e abbellire la tomba e costruì accanto la basilica maior.
Pelagio II racchiuse poi il sepolcro in un edificio. La sua chiesa di fine VI secolo aveva tre navate con gallerie praticabili, i matronei, e inglobava completamente il sepolcro.
Onorio III risolse un problema di spazio girando una chiesa. Eresse una nuova chiesa che sostituì la basilica pelagiana incorporandola e trasformandola in presbiterio dopo averne invertito l'orientamento: un riuso strutturale anziché una demolizione, e la ragione per cui l'edificio non è su un unico asse.
Ogni papa successivo alzò il livello. Innocenzo IV fece rialzare il presbiterio e commissionò la cattedra papale.
I materiali vennero da edifici più antichi. Le ventidue colonne delle navate, differenti per dimensioni e marmi, provengono forse dalla basilica maior; il portico poggia su sei colonne di spoglio; e la trabeazione del presbiterio è del IV secolo.
L'ultima ricostruzione disfece la precedente. Il radicale restauro ottocentesco di Vespignani fu quasi completamente eliminato dai rifacimenti successivi al bombardamento del 1943, che tentarono di ridare alla chiesa il suo aspetto medievale.
Domande frequenti
Si paga? No. È una chiesa parrocchiale in attività e una delle cinque basiliche patriarcali.
Quali sono gli orari? Nessuno è pubblicato. Turismo Roma dà solo gli orari delle messe e avverte che possono variare.
Quali sono gli orari delle messe? 08.00 e 18.30 dal lunedì al sabato; 09.30, 11.00 e 18.30 la domenica e i festivi.
Perché ci sono due chiese? La basilica è la fusione di due distinte chiese, una della fine del VI secolo e una dell'inizio del XIII. Onorio III Savelli inglobò la precedente basilica pelagiana e la trasformò in presbiterio dopo averne invertito l'orientamento.
Si vede la giuntura? Sì: l'interno mostra fin dal primo sguardo che le due basiliche sono adiacenti ma non perfettamente in asse.
Attorno a quale tomba è costruita? Quella di Lorenzo, diacono d'origine spagnola martirizzato sotto l'imperatore Valeriano e sepolto nel cimitero di Ciriaca.
Che altro conserva? Le reliquie di Santo Stefano protomartire, che ne fanno una delle chiese più venerate di Roma.
Che cos'è il ciborio? Il baldacchino del 1148 sopra la confessione — la più antica opera firmata da marmorari romani, di quattro fusti in porfido che sorreggono una copertura piramidale.
Che cosa mostra il mosaico absidale? Cristo tra i Santi Paolo, Stefano, Ippolito, Pietro, Lorenzo e papa Pelagio, il papa che offre a Cristo il modellino della basilica minor.
Fu danneggiata in guerra? Sì. Il bombardamento del 1943 portò a rifacimenti che eliminarono quasi completamente il radicale restauro ottocentesco di Virgilio Vespignani e tentarono di recuperare l'aspetto medievale; la facciata fu completamente ricostruita.
È una delle Sette Chiese? Sì: è sul cammino giubilare del pellegrinaggio delle Sette Chiese.
Dove si trova? Piazzale del Verano 3, sulla via Tiburtina.
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