
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026La chiesa
Santa Croce in Gerusalemme sta in fondo a una lunga piazza aperta al margine orientale di Roma, addossata alle Mura Aureliane, e la facciata fa una cosa insolita: invece di un fronte piatto si gonfia in avanti in una curva convessa, travertino chiaro contro la massa ocra del convento ai lati.
È affollata di figure e di movimento. Colonne e lesene si addensano verso il centro, una grande iscrizione corre sulla trabeazione, una finestra ovale sta sopra la porta, e lungo la linea di gronda una balaustra porta statue stanti contro il cielo — il barocchetto romano al suo più teatrale, con evidenti ascendenze borrominiane.
Dietro si alza una torre molto più antica. Il campanile in laterizi eretto da Lucio II nel XII secolo sta su un lato, quadrato e sobrio, con piccole aperture ad arco: un oggetto romanico rimasto in piedi dietro una scenografia settecentesca.
Dentro, la scala cambia di colpo. Tre navate corrono in profondità, divise da dodici colossali colonne antiche di granito — quattro inghiottite da pilastri nella ristrutturazione del Settecento, così il ritmo del colonnato si spezza a metà.
L'abside è dipinta e la luce è alta. Nel semicatino ci sono pitture attribuite ad Antoniazzo Romano, e al centro la Tomba del Cardinale Francesco Quiñones di Jacopo Sansovino.
La cappella di Sant'Elena è l'estremità quieta dell'edificio. Bassa, con volta a mosaico, si raggiunge dal fondo della navata destra; si dice che sotto il pavimento ci sia la terra del Calvario, e sull'altare sta la statua romana convertita.
E dietro tutto c'è un ovale di laterizio antico. L'Anfiteatro Castrense racchiude oggi un orto-giardino monastico, ricreato nel 2004, cui si entra da una porta di ferro e vetro di Jannis Kounellis.
Punti salienti
La facciata di barocchetto
Di Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini per Benedetto XIV: uno dei capolavori del barocchetto romano, con evidenti ascendenze borrominiane.
Il campanile del 1144
Il bel campanile in laterizi eretto da Lucio II.
Le dodici colonne di granito
Colossali e antiche; quattro furono incorporate in pilastri nei lavori settecenteschi.
La tomba Quiñones
La Tomba del Cardinale Francesco Quiñones di Jacopo Sansovino, al centro dell'abside.
Antoniazzo Romano nell'abside
Il semicatino è decorato da pitture attribuite ad Antoniazzo Romano.
La cappella di Sant'Elena
Con un mosaico rifatto nel Cinquecento da Melozzo da Forlì o Baldassarre Peruzzi su un originale dell'epoca di Valentiniano III; si dice conservi sotto il pavimento la terra del Calvario.
La statua romana convertita
La statua sull'altare è un originale romano rinvenuto ad Ostia, trasformato in Sant'Elena con l'aggiunta della croce e la sostituzione della testa.
La Cappella delle Reliquie
Dove sono ospitate le reliquie portate da Elena — chiusa 15 minuti prima della Messa all'Altare Maggiore, e durante matrimoni e funerali.
La copia della Sindone
Una copia della Sindone a grandezza naturale, dono della Commissione Diocesana della Sindone dell'Arcidiocesi di Torino nel 2003, con il Crocifisso sindonico di monsignor Giulio Ricci.
Nennolina
Le spoglie della Serva di Dio Antonietta Meo (1930-1937), morta a sei anni e mezzo di osteosarcoma, riposano ai piedi della Cappella dal 1999.
La porta di Kounellis
In ferro e vetro, sull'orto-giardino monastico ricreato nel 2004 nell'Anfiteatro Castrense.