Skip to content
Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma - Goparoo

Basilica di Santa Maria Maggiore

Scopri Basilica di Santa Maria Maggiore

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
8.6 /10
Valutazione editoriale
/10
traveler ratings

Panoramica

La Basilica di Santa Maria Maggiore sorge sulla sommità dell’Esquilino ed è una delle quattro basiliche papali di Roma: la più grande chiesa mariana della città, considerata il primo santuario mariano e la madre di tutti i santuari mariani. È dedicata alla Vergine sotto il titolo di Madonna della Neve.

La sua posizione giuridica è particolare. In forza dei Patti Lateranensi del 1929 la basilica si trova in Italia e non nella Città del Vaticano, ma, essendo proprietà della Santa Sede, l’Italia è tenuta a tutelarne la proprietà e a riconoscerle l’immunità che il diritto internazionale accorda alle sedi degli agenti diplomatici degli Stati esteri.

L’edificio attuale fu innalzato sotto papa Sisto III (432-440), e i suoi mosaici del V secolo — lungo la navata e sull’arco trionfale — sono fra le più importanti raffigurazioni antiche della Vergine che ci siano rimaste. Il mosaico absidale, l’Incoronazione della Vergine, fu aggiunto nel 1295 e firmato dal frate francescano Jacopo Torriti. La facciata a cui si arriva è molto più tarda: Ferdinando Fuga la costruì negli anni Quaranta del Settecento per Benedetto XIV, avvolgendo il fronte medievale e lasciando visibile il mosaico più antico dietro la Loggia delle Benedizioni.

Custodisce due fra gli oggetti più venerati di Roma: la reliquia della Santa Culla di Gesù Bambino e la Salus Populi Romani, l’immagine della Madonna col Bambino assunta a protettrice del popolo romano. Dal ospita anche la tomba di papa Francesco.

Introduzione

La Basilica di Santa Maria Maggiore sorge sulla sommità dell’Esquilino ed è una delle quattro basiliche papali di Roma: la più grande chiesa mariana della città, considerata il primo santuario mariano e la madre di tutti i santuari mariani. È dedicata alla Vergine sotto il titolo di Madonna della Neve.

La sua posizione giuridica è particolare. In forza dei Patti Lateranensi del 1929 la basilica si trova in Italia e non nella Città del Vaticano, ma, essendo proprietà della Santa Sede, l’Italia è tenuta a tutelarne la proprietà e a riconoscerle l’immunità che il diritto internazionale accorda alle sedi degli agenti diplomatici degli Stati esteri.

L’edificio attuale fu innalzato sotto papa Sisto III (432-440), e i suoi mosaici del V secolo — lungo la navata e sull’arco trionfale — sono fra le più importanti raffigurazioni antiche della Vergine che ci siano rimaste. Il mosaico absidale, l’Incoronazione della Vergine, fu aggiunto nel 1295 e firmato dal frate francescano Jacopo Torriti. La facciata a cui si arriva è molto più tarda: Ferdinando Fuga la costruì negli anni Quaranta del Settecento per Benedetto XIV, avvolgendo il fronte medievale e lasciando visibile il mosaico più antico dietro la Loggia delle Benedizioni.

Custodisce due fra gli oggetti più venerati di Roma: la reliquia della Santa Culla di Gesù Bambino e la Salus Populi Romani, l’immagine della Madonna col Bambino assunta a protettrice del popolo romano. Dal ospita anche la tomba di papa Francesco.

Architettura

Una basilica paleocristiana dentro un involucro settecentesco. L’impianto è quello originario: una lunga navata fiancheggiata da colonnati, chiusa da un arco trionfale e da un’abside. Ciò che si incontra dalla piazza, però, è la facciata di Ferdinando Fuga degli anni Quaranta del Settecento, costruita per Benedetto XIV sopra il fronte medievale — ed è per questo che il mosaico di facciata più antico si è conservato, visibile da dietro la Loggia delle Benedizioni e non dalla piazza.

Le colonne sono più antiche della chiesa. Quaranta reggono la navata — trentasei di marmo e quattro di granito — e provengono o dalla prima basilica del sito o da qualche altro edificio romano antico. Non erano uniformi. Fuga le ridusse e le accorciò per renderle uguali, poi diede loro capitelli identici in bronzo dorato: ecco perché un colonnato del V secolo si legge come settecentesco.

I mosaici sono la vera architettura dell’edificio. I pannelli della navata e l’arco trionfale sono degli anni Trenta del V secolo e raffigurano scene della vita della Vergine e di Cristo accanto a soggetti veterotestamentari: Mosè che percuote il Mar Rosso, gli Egiziani che vi annegano. Furono progettati in un periodo di serrato dibattito sulla natura e sullo statuto della Vergine e del Cristo incarnato, e sono letti come pietre miliari nella sua raffigurazione. L’abside è una campagna a sé: l’Incoronazione di Torriti del 1295.

Le cappelle sono interventi barocchi in un guscio paleocristiano. La Cappella Sistina di Domenico Fontana nel transetto destro — quella di Sisto V, e decisamente non quella vaticana, che è di Sisto IV — accoglie le tombe di Sisto V e del suo primo protettore Pio V, con quattro angeli in bronzo dorato di Sebastiano Torregiani che reggono un ciborio modellato sulla cappella stessa. Sotto l’altare sta l’Oratorio del Presepe. La decorazione manierista fu completata fra il 1587 e il 1589 da una larga squadra diretta da Cesare Nebbia e Giovanni Guerra.

E la torre è medievale. Il campanile trecentesco è il più alto di Roma, circa 75 metri, ed è l’unica parte dell’esterno anteriore a Fuga.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Fu costruita su un terreno già in uso, ed è per questo che il suo sedime sta dove sta. Prima della chiesa attuale sulla sommità dell’Esquilino c’era qualcos’altro: secondo alcune fonti un edificio preesistente fu adattato a chiesa negli anni Venti del V secolo sotto papa Celestino I, e il nome alternativo della basilica, “Liberiana”, potrebbe ricordare la trasformazione di un palazzo dei Sicinini voluta da papa Liberio. Gli scavi del raggiunsero sotto il pavimento i resti di un edificio romano, fra cui un calendario imperiale con fasti, annotazioni agricole e illustrazioni, datato attorno al 200 da uno studioso e al IV secolo da un altro.

La chiesa vera e propria fu tirata su in fretta, in un’unica campagna, sotto un solo papa. Sisto III sostituì quella struttura fra il 432 e il 440, e la decorazione entrò insieme all’edificio anziché dopo: è la cosa più importante da sapere sulla fabbrica. Richard Krautheimer attribuisce la magnificenza dell’opera anche all’abbondanza dei mezzi disponibili, e il programma musivo appartiene a un momento di intenso dibattito teologico sulla Vergine, subito dopo il Concilio di Efeso. I costruttori stavano formulando una tesi dottrinale in vetro mentre alzavano i muri.

Poi non si demolì quasi nulla e si aggiunse tutto. La basilica fu restaurata, ridecorata e ampliata da una lunga serie di papi: Eugenio III nel XII secolo, Niccolò IV nel XIII, Clemente X nel XVII, Benedetto XIV nel XVIII. L’abside fu rifatta nel . La copertura a vista fu chiusa nel Cinquecento dal soffitto a cassettoni di Giuliano da Sangallo, dorato con oro che si dice giunto da Cristoforo Colombo tramite Ferdinando e Isabella ad Alessandro VI. Fra il 1575 e il 1630 tutti gli altari dell’edificio furono rifatti.

Il Settecento rese regolare la chiesa antica. L’intervento di Fuga per Benedetto XIV negli anni Quaranta del Settecento non fu solo la nuova facciata: modificò anche l’interno, e il suo trattamento del colonnato è l’esempio più chiaro di che cosa significasse allora “restauro”. Le quaranta colonne antiche erano disuguali, come lo sono le colonne di reimpiego. Le ridusse a una misura comune e le dotò di capitelli identici in bronzo dorato. L’uniformità che si legge come originaria è una correzione barocca di un’irregolarità del V secolo.

Le campagne più recenti sono lavoro museale e una sepoltura. Tre nuove sale museali sono state inaugurate l’ in vista del Giubileo 2025, al primo piano del Palazzo della Canonica di Paolo V, raggiunte dallo Scalone della Canonica di Benedetto XIV, dalla Loggia delle Benedizioni e dalla Sala Capitolare. E nel papa Francesco è stato sepolto nella navata laterale fra la Cappella Sforza e la Paolina: la prima aggiunta strutturale da molto tempo che la maggior parte dei visitatori viene espressamente a vedere.

Domande Frequenti

Papa Francesco è sepolto qui? Sì. Nel 2025 è stato sepolto nella navata laterale, fra la Cappella Sforza e la Cappella Paolina. Scelse Santa Maria Maggiore e non San Pietro.

Si paga? Nella basilica si entra senza biglietto. Il Complesso Museale Liberiano, le terrazze panoramiche e l’Area Archeologica sono a pagamento a parte, e la basilica non pubblica quelle tariffe in nessuna forma che abbiamo potuto verificare: la sua pagina di biglietteria le carica solo nel browser. Verificate in cassa.

Qual è il codice di abbigliamento? Spalle e ginocchia coperte, niente abiti senza maniche o scollati, niente minigonne, niente cappelli. Vale anche per il museo e viene applicato.

La Cappella Sistina che c’è qui è quella di Michelangelo? No. La Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore è quella di Sisto V, costruita da Domenico Fontana, e contiene la sua tomba e quella di Pio V. Quella vaticana è di Sisto IV. I nomi coincidono; le cappelle non hanno nulla a che vedere fra loro.

Quanto sono antichi i mosaici? Quelli della navata e dell’arco trionfale risalgono all’edificio stesso, sotto Sisto III fra il 432 e il 440. Il mosaico absidale è più tardo: 1295, firmato da Jacopo Torriti.

Si può salire sul campanile o sulle terrazze? Le terrazze panoramiche a 360 gradi fanno parte del percorso museale a pagamento e l’accesso si concorda scrivendo a visitemuseo.smm@basilica.va. Il campanile trecentesco, il più alto di Roma con i suoi 75 metri circa, non è una salita aperta al pubblico.

È in Italia o in Vaticano? In Italia. In forza dei Patti Lateranensi del 1929 la basilica è territorio italiano ma proprietà della Santa Sede, che l’Italia deve tutelare riconoscendole l’immunità che il diritto internazionale accorda alle sedi diplomatiche estere.

È accessibile? C’è una rampa d’accesso, servizi igienici accessibili all’interno, pedane mobili per raggiungere le cappelle laterali su richiesta al personale e un ascensore nel Complesso Museale. L’accesso a terrazze e scavi va concordato via email.

Perché Madonna della Neve? Dalla leggenda della neve caduta sull’Esquilino il 5 agosto, in piena estate, a segnare il terreno su cui costruire la chiesa. Il racconto è attestato solo dopo il Mille.

Guarda Basilica di Santa Maria Maggiore attraverso le foto dei viaggiatori →