Abbazia di Santa Scolastica
Abbazia di Santa Scolastica caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026Il monastero
L'abbazia sta a 510 m a est di Subiaco, distesa per il lungo in una valle che secoli di eremiti e monaci hanno fatto chiamare valle santa. Si entra dalla parte più nuova e si cammina all'indietro dentro l'architettura.
Viene prima il chiostro rinascimentale, archi su pilastri robusti, con il braccio ovest ricostruito dopo il bombardamento del 1944. Oltre, il chiostro gotico è quello strano: sei lati, due rettangoli che non combaciano, archi acuti, e al centro un pozzo esagonale su colonne di marmo della villa di Nerone. Nella galleria meridionale, dove forse stava un tempo l'ingresso, si cerca l'affresco del Miracolo della falce, e dirimpetto alla porta della chiesa la lapide scolpita con i due cervi che bevono. Dal terzo e dal quarto arco del lato ovest si vedono il campanile e dietro il monte Francolano.
Il chiostro dei Cosmati è il più antico e il più bello. Archi romanici su colonnine — binate, singole, tortili — con tutti i capitelli diversi, in marmo bianco di Carrara preso dal monastero rovinato di San Clemente. La firma di Jacopo il Vecchio è incisa nell'archivolto del lato sud. Si va a caccia della faccia del diavolo su una colonnina e della testa umana rovesciata su un'altra.
La chiesa sopra è neoclassica dentro, a navata unica sotto volta a botte su pianta a croce latina, quasi trapezoidale, decorata al restauro di Quarenghi del 1769 sul modello del Redentore palladiano. Il transetto conserva ancora il rosone della chiesa gotica del 1300. Fuori, il campanile a cinque piani del 1052-53 è la cosa più antica in piedi.
Diciannove monaci vivono tra le due case sublacensi: la maggior parte qui, alcuni al Sacro Speco. Una foresteria annessa al monastero ospita in camere da una a cinque persone e dispone di più sale ristorante.
Punti salienti
Qui tre chiostri stanno affiancati, e si va a ritroso nel tempo entrando, con sopra la chiesa e il suo campanile.

- Il chiostro dei Cosmati — firmato Magister Jacobus Romanus fecit hoc opus, iniziato prima del 1210 circa e finito verso il 1240 da Cosma, l'artefice da cui prende nome lo stile cosmatesco.
- La faccia del diavolo e la testa rovesciata — due intagli sulle colonnine tortili di quel chiostro.
- Il chiostro gotico — a sei lati e volutamente irregolare, con archi acuti a doppio sguancio su pilastri robusti.
- Il pozzo esagonale — al centro del chiostro gotico, con il parapetto su colonne di marmo della villa di Nerone.
- L'arco flamboyant — grande arco a doppia arcata del Quattrocento che inquadra insieme la facciata gotica e il campanile romanico.
- Il chiostro rinascimentale — iniziato nel 1580, finito nel 1689, con il braccio ovest ricostruito dopo il bombardamento del 23 maggio 1944.
- Il campanile — cinque piani, innalzato nel 1052-53 dall'abate francese Umberto su fondazioni più antiche.
- Il rosone gotico — superstite nel transetto dalla ricostruzione del 1300.
- L'interno del Quarenghi — il rifacimento neoclassico del 1769, sul modello del Redentore palladiano alla Giudecca.
- La lapide dei cervi — simbolo eucaristico di due cervi che si abbeverano, murata su un pilastro dirimpetto al portale della chiesa.
- Il sito del primo oratorio di Benedetto — sotto la chiesa, le cui tracce furono trovate nel 1962.
