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Abbazia di Santa Scolastica

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Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026
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Introduzione

L'abbazia di Santa Scolastica sorge appena fuori Subiaco ed è tuttora una casa benedettina attiva, abbazia territoriale fondata nel VI secolo da Benedetto da Norcia, che proprio in una delle grotte di qui fece il suo primo eremitaggio. Porta il nome della sorella di Benedetto, Scolastica, anch'essa monaca, e dà il nome alla Congregazione Sublacense: 64 monasteri benedettini maschili in cinque continenti, cui sono aggregati anche 45 monasteri femminili.

Architettura

Gli edifici sono disposti attorno a tre chiostri, e andando avanti si va indietro nel tempo: prima la corte rinascimentale, poi quella gotica, poi la cosmatesca, che è la più antica.

Il chiostro dei Cosmati è firmato. Nell'archivolto in pietra calcarea del lato meridionale si legge Magister Jacobus Romanus fecit hoc opus: il marmoraro romano Jacopo il Vecchio, figlio di Lorenzo di Tebaldo, che lo iniziò probabilmente prima del 1210. Alla sua morte, verso il 1240, lo finì il figlio Cosma — l'uomo da cui l'intera arte cosmatesca prese nome — insieme ai propri figli Luca e Jacopo. Il portico corre su archi romanici retti da colonnine in parte binate, in parte singole e tortili; i capitelli sono tutti diversi, in marmo bianco di Carrara, e furono presi dopo un terremoto da San Clemente, il primo dei monasteri benedettini, ricavato a sua volta in ambienti della vicina villa di Nerone. Due colonnine meritano di essere cercate: su una c'è la faccia di un diavolo, su un'altra una testa umana rovesciata.

Il chiostro gotico, costruito tra la fine del Duecento e i primi del Trecento, è a sei lati e volutamente irregolare: due rettangoli con orientamenti diversi saldati insieme, perché i lati adiacenti alla chiesa dovevano rispettare la parte più antica del monastero mentre gli altri deviano verso est. Prende nome dagli archi a sesto acuto, con doppio sguancio, su robusti pilastri. Al centro sta un pozzo esagonale con parapetto su colonne di marmo provenienti dalla villa neroniana. La parete nord è ornata di reperti dalle chiese successive del monastero e dalla villa, tra cui una lapide dirimpetto al portale con due cervi che si abbeverano a un recipiente poggiato su una pianta, simbolo eucaristico. Il lato ovest si apre con un grande arco flamboyant del Quattrocento a doppia arcata, che inquadra in una sola veduta la facciata della chiesa gotica e il campanile romanico.

Il chiostro rinascimentale è la parte più recente. I lavori cominciarono nel 1580 sotto l'abate Cirillo di Montefiascone e finirono solo nel 1689 sotto l'abate Michelangelo Inurea, fratello del doge Luca Maria. Il lato ovest è una ricostruzione: l'originale fu distrutto dal bombardamento del 23 maggio 1944. I lati nord ed est, che prima del 1580 formavano la facciata e l'ingresso del monastero, sono oggi occupati da altri edifici.

La chiesa è quella fuori registro, e lo è dichiaratamente. Sorge sul primo oratorio di Benedetto, di cui nel 1962 si scoprirono le tracce; una seconda chiesa fu probabilmente costruita sopra nel IX secolo, e i suoi resti affiorano ancora sotto il campanile. La terza, consacrata nel 980 da Benedetto VII, era romanica; nel 1300 fu rifatta nelle stesse identiche dimensioni in forme gotico-cistercensi, e il rosone originario sopravvive ancora nel transetto. Poi, nel 1769, Giacomo Quarenghi rifece tutto in stile neoclassico, seguendo la struttura gotica sottostante ma prendendo a modello Palladio, e in particolare il Redentore alla Giudecca di Venezia. È a croce latina, a una navata, di forma rettangolare irregolare quasi trapezoidale, con volta a botte. Il campanile a cinque piani è più antico di tutto questo: l'abate francese Umberto lo fece innalzare nel 1052-53, forse sulla torre campanaria della chiesa del 980, che a sua volta stava sul nartece di quella del IX secolo, di cui restano quattro grossi pilastri con i relativi archi.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

L'abbazia più che costruita si è accumulata. Sta a est di Subiaco a 510 m, disposta longitudinalmente lungo la valle, e fu probabilmente ricavata in origine da edifici appartenenti alla villa di Nerone più in basso — che è anche da dove venne buona parte del materiale successivo. Le colonne di marmo che reggono il parapetto del pozzo esagonale nel chiostro gotico vengono dalla villa; così i reperti murati nella parete nord, accanto a pezzi recuperati dalle chiese precedenti del monastero stesso.

Il reimpiego è il metodo, ovunque. I capitelli di Carrara del chiostro dei Cosmati furono prelevati da San Clemente dopo che un terremoto aveva fatto crollare quel monastero, e San Clemente era stato a sua volta installato in ambienti della villa. La chiesa sono quattro edifici impilati su una sola impronta: l'oratorio di Benedetto, una chiesa del IX secolo sopra di esso, la chiesa romanica consacrata nel 980 e la ricostruzione gotica del 1300, che mantenne esattamente le dimensioni precedenti invece di ampliarle. Perfino Quarenghi, rifacendo l'interno nel 1769, lavorò sulla struttura gotica che già c'era.

Il campanile mostra la stessa logica in verticale. L'abate Umberto fece innalzare la torre a cinque piani nel 1052-53, probabilmente sul campanile della chiesa del 980, che stava a sua volta sul nartece della chiesa del IX secolo: quattro pilastri massicci e i loro archi, di quel nartece, sono ancora lì sotto.

L'unica parte costruita da zero su un progetto chiaro, il chiostro rinascimentale, richiese 109 anni: iniziata nel 1580, finita nel 1689.

Domande frequenti

È qui la grotta di san Benedetto?

No: quella è il Sacro Speco, il monastero di San Benedetto, a qualche chilometro, una casa distinta con ingresso e telefono propri. A Santa Scolastica ci sono i tre chiostri e la chiesa abbaziale. Quasi tutti visitano entrambi.

Quanti monasteri fondò Benedetto a Subiaco?

Dodici, secondo la comunità monastica stessa e la fonte italiana. Santa Scolastica è l'unico sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene, e fino alla fine del XII secolo fu l'unico monastero rimasto a Subiaco. (La voce inglese di Wikipedia dice tredici; la comunità che ci vive dice dodici.)

Perché la chiesa è neoclassica se tutto il resto è medievale?

Perché la rifece Giacomo Quarenghi. La chiesa era stata romanica, consacrata nel 980 da Benedetto VII, poi ricostruita nelle stesse dimensioni in forme gotico-cistercensi nel 1300. Nel 1769 Quarenghi ne rifece l'interno in stile neoclassico, seguendo la struttura gotica sottostante ma modellando la decorazione su Palladio, e precisamente sulla chiesa del Redentore alla Giudecca di Venezia.

Cos'è il chiostro dei Cosmati e chi lo costruì?

È il più antico dei tre, ed è firmato: nell'archivolto del lato sud è inciso Magister Jacobus Romanus fecit hoc opus. Jacopo il Vecchio, figlio di Lorenzo di Tebaldo, lo iniziò probabilmente prima del 1210; dopo la sua morte, verso il 1240, lo completò il figlio Cosma — da cui prende nome l'arte cosmatesca — con i figli Luca e Jacopo.

È vero che alcune parti vengono dalla villa di Nerone?

Sì. Il monastero fu probabilmente ricavato in origine da edifici della villa vicina, le colonne di marmo sotto il pozzo esagonale del chiostro gotico ne provengono, e reperti della villa sono murati nella parete nord di quel chiostro. I capitelli di Carrara del chiostro dei Cosmati vengono da San Clemente — un'altra casa benedettina, anch'essa sistemata in ambienti della villa — dopo un terremoto.

L'abbazia fu danneggiata nella seconda guerra mondiale?

Sì. Fu bombardata il 23 maggio 1944 e poi restaurata; il braccio ovest del chiostro rinascimentale è una ricostruzione.

È ancora un monastero in attività?

Sì. È un'abbazia benedettina attiva, e diciannove monaci vivono tra le due case sublacensi: la maggior parte a Santa Scolastica, un piccolo gruppo al Sacro Speco. Dà il nome alla Congregazione Sublacense: 64 monasteri maschili in cinque continenti, con 45 monasteri femminili aggregati.

Cos'è un'abbazia territoriale, e lo è ancora?

Vuol dire che l'abate ha giurisdizione come l'avrebbe un vescovo. Benedetto XV concesse a Subiaco questo status nel 1915, e da allora l'abbazia ebbe giurisdizione su 29 parrocchie vicine. Nel 2002 la Santa Sede trasferì quelle parrocchie alle diocesi confinanti, lasciando all'abate, come ordinario, la chiesa abbaziale, il Sacro Speco e le proprietà benedettine vicine.

Si può dormire in abbazia?

C'è una foresteria annessa al monastero con camere da una a cinque persone e più sale ristorante, che si prenota allo 0774 85569 o a info@foresteria-subiaco.com. Accetta anche prenotazioni per il solo tavolo.

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