
Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026La chiesa
La chiesa sorge sul proprio colle fuori da Tuscania, su quella che fu con ogni probabilità l'acropoli etrusca. Il fronte guarda uno spiazzo erboso fra il palazzo dei canonici e tre possenti torri di difesa -- quanto resta di un numero maggiore, e misura di quanto fosse strategica quest'area -- mentre dall'altro lato l'altissima abside si staglia verso l'abitato.
La facciata
Il corpo centrale del fronte è avanzato, e quasi tutto ciò che vale la pena guardare sta lì. Il portale maggiore è incassato in un muro a conci di nenfro, opera di un marmoraro romano di scuola cosmatesca: tre rincassi con colonne lisce, capitelli e archivolti, e il maggiore porta mosaici laterali e bugne decorate con i segni zodiacali e le figurazioni dei lavori stagionali. La lunetta è un mosaico a motivi stellari, e l'intera porta è incastonata in una cornice di marmo decorata allo stesso modo. Le colonnine reggono capitelli di forme diverse, uno dei quali con le mani alzate in un annuncio salvifico.
Sopra il portale corre una loggetta cieca di dieci colonnine con capitelli ionici sotto undici arcatelle in marmo, con a ciascuna estremità un grifone alato che tiene fra gli artigli una preda. Più in alto il rosone cosmatesco, tre cerchi concentrici che rimandano alla Trinità, con agli angoli quattro sculture per gli Evangelisti -- aquila, angelo, leone e vitello per Giovanni, Matteo, Marco e Luca -- e ai lati due draghi che inseguono una preda. Oltre i draghi due bifore: quella di destra circondata da figure fantastiche e demoniache, quella di sinistra dall'Agnus Dei, da angeli e dai Padri della Chiesa. Alla base della bifora di sinistra un bassorilievo con un uomo che corre, o forse danza: quasi certamente il riuso di una scultura etrusca o più probabilmente romana.
L'interno
Tre navate sotto un tetto a capriate lignee. La navata centrale è separata dalle laterali da un muretto basso in cui sono ricavati sedili di pietra, e il suo pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche segna l'impronta dell'edificio precedente. Nella navata di destra un ciborio del XIII secolo e l'ingresso principale alla cripta; in quella di sinistra il secondo ingresso alla cripta sotto un nicchione affrescato, e una fila di sarcofagi etruschi. Il presbiterio rialzato ospita un ciborio dell'XI secolo con l'iscrizione del 1093, un seggio vescovile -- San Pietro fu cattedrale di Tuscania -- e un ambone romanico costruito con elementi altomedievali.
Gran parte della pittura è andata perduta. Il Cristo Pantocratore fra angeli che occupava l'abside, di scuola romana con influenze bizantine, a cavallo fra XI e XII secolo, fu distrutto dal terremoto del 1971; restano solo parti di ciò che lo inquadrava -- un Cristo benedicente, angeli, apostoli e simboli divini. Nell'absidiola di destra un Cristo benedicente fra due vescovi, in quella di sinistra il Battesimo di Cristo. In sommità al presbiterio sopravvive un frammento di un ciclo sulla vita di san Pietro.
La cripta
Una cripta a sala ritmata da ventotto colonne, quasi tutte di reimpiego da edifici romani o altomedievali, che reggono una copertura ripartita in piccole volte a crociera. Anche parte delle murature è romana, in opus reticulatum. La datazione dovrebbe risalire al XII secolo. Due dipinti sono giunti fino a noi: una Madonna in trono fra angeli nell'absidiola d'altare e un affresco trecentesco con i santi protettori di Tuscania -- Secondiano, Marcelliano e Veriano -- attribuito a Gregorio d'Arezzo.
Punti salienti
Il portale
Intagliato da un marmoraro romano di scuola cosmatesca e incassato nel muro di nenfro in tre rincassi, il maggiore con mosaici laterali e bugne lavorate con i segni zodiacali e i lavori stagionali. La lunetta soprastante è un mosaico di stelle.
Il rosone
Cosmatesco, tre cerchi concentrici che rimandano alla Trinità, con agli angoli i quattro Evangelisti scolpiti come aquila, angelo, leone e vitello, e ai lati un drago per parte che insegue una preda. L'originale andò distrutto nel terremoto del .
La loggetta cieca e i suoi grifoni
Dieci colonnine con capitelli ionici sotto undici arcatelle in marmo, subito sopra il portale, con a ciascuna estremità un grifone alato che stringe una preda fra gli artigli.
L'uomo che corre
Alla base della bifora di sinistra, un rilievo con un uomo che corre o danza: un pezzo di reimpiego, probabilmente romano e forse etrusco, inserito in una facciata cristiana senza alcuna cautela.
Il ciborio del 1093
Nel presbiterio rialzato, con incisa la data : l'unico punto fermo nella lunga discussione su quando questa chiesa sia stata costruita.
La cripta
Una sala di ventotto colonne, quasi ognuna tolta a un edificio romano o altomedievale, sotto piccole volte a crociera; parte delle murature è opus reticulatum romano. Probabilmente del XII secolo.
I santi protettori di Tuscania
Un affresco trecentesco nella cripta con Secondiano, Marcelliano e Veriano, attribuito a Gregorio d'Arezzo, accanto a una Madonna in trono fra angeli nell'absidiola d'altare.
Il pavimento cosmatesco della navata
Mosaico geometrico posato nella navata centrale, che segna l'impronta dell'edificio che stava qui prima dell'attuale.