Basilica di San Biagio, Finalborgo
Scopri Basilica di San Biagio, Finalborgo
Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026Introduzione
La basilica collegiata di San Biagio sorge in piazza San Biagio, nel nucleo urbano storico di Finalborgo, a Finale Ligure in provincia di Savona. È sede della comunità parrocchiale omonima del vicariato di Finale Ligure-Noli, nella diocesi di Savona-Noli.
È basilica minore dal 1949. Nell’aprile di quell’anno papa Pio XII l’ha elevata a quella dignità.
Il suo santo è il mestiere del paese. Il culto di san Biagio, protettore fra l’altro dei cardatori di lana, è probabilmente uno dei più antichi del Finale; la produzione e il commercio di torselli lanici è un’attività tradizionale finalese documentata per la prima volta nel 1128, nel regolamento del dazio di Genova, dove gli abitanti di Finale compaiono come esportatori di lana e canapa.
L’edificio attuale è il terzo. La chiesa compare per iscritto solo nel 1261, quando stava dall’altro lato del torrente Aquila con annesso un ricovero per malati; fu ricostruita entro le mura nel 1372-1375 in gotico; e la chiesa in cui si entra è stata costruita fra il 1633 e il 1650 dall’architetto finalese Andrea Storace, a croce latina, tre navate e cupola centrale.
Architettura
La pianta è a croce latina e il punto è l’angolo. Tre navate con cupola centrale, costruite fra il 1633 e il 1650, e impostate a novanta gradi rispetto alla chiesa gotica che sostituiscono: ed è per questo che il vecchio campanile e la vecchia abside sono finiti dove sono.
Il campanile è il superstite gotico. Ottagonale, con sottili bifore, dalla chiesa del 1372-1375. Una torre ottagonale su una chiesa seicentesca a croce latina è una discordanza che si annuncia da sola dalla strada.
L’abside gotica è un frammento tenuto dalla geometria. Essa e le cappelle absidali sopravvivono parzialmente, nel breve spazio fra l’edificio seicentesco e le mura del Borgo: conservate non tanto per volontà quanto per il fatto che non ci è stato costruito sopra.
La decorazione è ottocentesca su un guscio seicentesco. Le pareti sono state affrescate e stuccate solo nel 1878, con ripresa nel 1911. La scultura è di un secolo prima e quasi tutta di una famiglia sola: Pasquale e Girolamo Bocciardo.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
Tre edifici in tre posti, o quasi. Una chiesa di origine ignota oltre il torrente Aquila, documentata nel 1261; una ricostruzione gotica entro le mura nel 1372-1375; e la chiesa attuale del 1633-1650, sullo stesso sito della seconda ma girata di novanta gradi.
La demolizione è stata parziale per scelta, o almeno nei fatti. La chiesa gotica fu quasi interamente demolita a metà Seicento per far posto a un nuovo edificio allora già in corso di costruzione. La torre e parte dell’abside non furono abbattute.
L’architetto è locale e ha lavorato da entrambe le parti di questo comune. Andrea Storace, architetto finalese, costruì questa chiesa fra il 1633 e il 1650, e la parrocchiale di Varigotti, lungo la costa, fra il 1624 e il 1637.
Una sola famiglia ha fatto quasi tutto il marmo. Pasquale Bocciardo il pulpito (1764-65), la balaustra del presbiterio e l’altare maggiore del 1799; il figlio Girolamo la vasca e le balaustre del fonte (1798). Pasquale divideva la bottega con lo zio Andrea Casareggio in via Giulia, a Genova.
Domande frequenti
Perché il campanile è ottagonale e la chiesa no?
Perché è più antico. Il campanile, ottagonale con sottili bifore, apparteneva alla chiesa gotica del 1372-1375. Quella chiesa fu quasi interamente demolita a metà Seicento per l’attuale, costruita fra il 1633 e il 1650 con la pianta ruotata di novanta gradi: e la torre fu conservata.
Resta qualcosa della chiesa gotica?
Sì. Oltre al campanile, l’abside e le cappelle absidali sopravvivono parzialmente, nel breve spazio fra l’edificio seicentesco e le mura del Borgo.
Quando è aperta?
Non si sa, e questa pagina non tira a indovinare. Nessun orario di messa, di apertura o biglietto è pubblicato da qualcosa di leggibile: il Comune di Finale Ligure non ne pubblica per alcun edificio del comune, e non è stato possibile raggiungere pagine parrocchiali o diocesane mentre questa scheda veniva scritta.
Qual è l’altare fatto per sembrare stoffa?
L’altare maggiore del 1799 di Pasquale Bocciardo. La sua famosa particolarità è che il drappo del tavolo sembra di stoffa ricamata ma in realtà è puro marmo. Bocciardo fu aiutato dallo zio Andrea Casareggio.
Perché tanta roba viene dal convento?
Perché il convento è stato confiscato e questa chiesa no. Santa Caterina fu presa da Napoleone durante la Repubblica Ligure e di nuovo dal governo italiano nel 1864; buona parte degli arredi attuali di San Biagio viene di là, compresi la Madonna delle Rose, l’ancona dall’altare maggiore del convento, il trittico del 1626 della sua confraternita e, nel 1805, il monumento funebre dell’ultimo marchese Del Carretto.
Quale santo è stato ridipinto?
San Gottardo. Nel trittico delle Nozze mistiche di santa Caterina, portato qui nel 1626, fu modificato in san Biagio con l’aggiunta di un pettine da cardatore nella mano: l’attributo del patrono del paese e del suo commercio di lana.
Guarda Basilica di San Biagio, Finalborgo attraverso le foto dei viaggiatori →
