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Palazzo del Tribunale, Finalborgo

Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026
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Perché visitare Palazzo del Tribunale, Finalborgo

Perché questa facciata è una stratigrafia: pittura quattrocentesca con sopra, lasciate in vista, le tracce di ogni alterazione successiva.

L’attrattiva è un edificio che ha governato uno Stato. Il Palazzo del Tribunale fu sede del governo carrettesco e poi centro giudiziario e amministrativo del Marchesato di Finale. Esiste almeno dai primi anni del XIV secolo, e nel 1462 il marchese Giovanni I Del Carretto lo fece ristrutturare da Giorgio Molinari, che ne modificò interni ed esterni con una nuova scala e l’apertura di bifore intramezzate.

L’attrito è che è un prospetto, non una visita. Nulla di quanto letto per questa pagina pubblica un uso attuale, un interno, un orario o una via d’ingresso. Prendetelo come qualcosa da leggere dalla strada.

Il modo intelligente è guardare in alto e poi andare a vedere che cosa ci stava dentro. La facciata è di grande interesse proprio perché porta sia le tipiche decorazioni pittoriche del Quattrocento sia le tracce di tutti gli interventi successivi. E il dipinto della sua cappella interna, davanti al quale prestavano giuramento le magistrature finalesi, oggi è in San Biagio, a un minuto di strada.

Informazioni rapide

  • Tipo: Palazzo, Luogo storico, Edificio
  • Costruito: Esistente almeno dai primi anni del XIV secolo; ristrutturato nel 1462 per Giovanni I Del Carretto da Giorgio Molinari; interni rivisitati nel 1781
  • Progettato da: Giorgio Molinari (ristrutturazione del 1462, nuova scala e bifore intramezzate)
  • Stile architettonico: Palazzo governativo medievale con facciata che porta decorazioni pittoriche quattrocentesche e bifore intramezzate

Visita responsabile

L’intonaco dipinto su una facciata di strada è la cosa più esposta di questo paese. Le decorazioni quattrocentesche stanno all’aperto, senza vetro e senza protezione. Non toccate la superficie e statene staccati.

Non risulta aperto, quindi non provate le porte. Nulla di quanto letto pubblica un uso attuale dell’edificio. Date per scontato che sia usato da qualcuno e leggetelo dalla strada.

Il borgo è residenziale e stretto. Finalborgo è piccolo, chiuso e abitato; fermarsi a guardare in alto in un vicolo stretto lo ostruisce. Lasciate l’auto nei parcheggi a pagamento o a disco orario fuori dalle porte o in quello gratuito del Municipio.

Sostenete l’edificio che è aperto. Il Museo Archeologico del Finale a Santa Caterina, 5 €, è ciò che finanzia i lavori di conservazione in questo borgo; questo palazzo non ha un biglietto da vendervi.

Dove si trova

Indicazioni stradali Apri in Apple Maps

© OpenStreetMap contributors · © CARTO · 44.17657, 8.32674

Pianifica la visita

Su come visitare questo edificio non è pubblicato nulla, e questa è tutta la risposta. Nessun uso attuale, interno, orario, biglietto o contatto per il Palazzo del Tribunale compare in quanto letto per questa pagina. Il Comune di Finale Ligure (via Pertica 29, centralino 019 689011) non ne pubblica per nessun edificio del comune.

Nemmeno il gestore locale lo amministra. Il Museo Archeologico del Finale guida quattro siti col programma MUDIF — Castel Gavone, le Arene Candide, il promontorio di Varigotti e il Teatro Aycardi — e questo palazzo non è fra essi.

Prendetelo come una facciata da leggere dalla strada. Non è un ripiego: la pittura quattrocentesca e le bifore del 1462 stanno all’esterno, e il motivo per cui la fonte segnala questo edificio è proprio la facciata.

Trovarlo. Dentro le mura di Finalborgo, in piano, a pochi minuti sia da San Biagio sia da Santa Caterina. Gli autobus TPL Linea 40 e 40/ fermano a Finalborgo Centro; la stazione di Finale Ligure Marina è a 1,6 km; l’accesso in auto dentro le mura è limitato, con parcheggi a pagamento e a disco fuori e un parcheggio comunale gratuito.

Verificato su Comune di Finale Ligure, ottobre 2026.

Quando visitare

Di giorno, e meglio con sole basso. Quello che si guarda è una decorazione dipinta su una facciata, e la luce radente è ciò che fa emergere da un muro il pigmento consumato e la pietra lavorata.

Qualsiasi mese, visto che non c’è nulla da aprire. A differenza del museo dall’altra parte del borgo, qui non c’è orario da mancare: è disponibile a febbraio come a luglio.

Evitate i due eventi d’agosto, se volete guardarlo bene. La Notte dei Tarocchi occupa due serate in questi vicoli e Viaggio nel Medioevo una settimana del mese; entrambi mettono gente fra voi e il muro.

Abbinatelo ai siti al coperto. Richiede pochi minuti, quindi vedetelo lungo il tragitto fra San Biagio e Santa Caterina, che ha orari pubblicati e chiude il lunedì.