Sicilia
Sicilia: Cultura
La Sicilia ha prodotto una quota sproporzionata della letteratura italiana e conserva tradizioni che non esistono altrove nella penisola, quasi tutte ancora in funzione più che conservate.
La lingua
Il siciliano è una lingua romanza a sé, non un dialetto dell'italiano, e porta nel lessico la storia dell'isola: parole greche, arabe, normanne, catalane e spagnole sopravvivono nell'uso quotidiano. È ampiamente parlato, e la Scuola siciliana alla corte di Federico II produsse la prima poesia in volgare italiano, inventando nel farlo il sonetto.
Pupi e processioni
L'Opera dei Pupi — il teatro di marionette che mette in scena i romanzi carolingi dei paladini — fu tra le prime tradizioni iscritte nel patrimonio immateriale UNESCO, nel 2001. Palermo e Catania mantengono stili distinti e meccanismi diversi.
Le feste religiose sono i maggiori eventi pubblici dell'isola e vanno prese sul serio. Il Festino di Santa Rosalia a Palermo in luglio, Sant'Agata a Catania in febbraio — tra le maggiori processioni religiose al mondo — e i Misteri pasquali di Trapani, lunghi 24 ore, coinvolgono gran parte delle rispettive città.
La scrittura
La Sicilia ha due premi Nobel per la letteratura, Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. Il verismo di Giovanni Verga, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa — il romanzo definitivo sul declino dell'aristocrazia siciliana — i libri di Leonardo Sciascia sul potere e la complicità e i romanzi di Montalbano di Andrea Camilleri, girati nel Val di Noto, formano un corpo di opere che torna sempre alle stesse domande su autorità e apparenza.
L'artigianato
Caltagirone produce ceramica dall'epoca araba e la sua scalinata di 142 gradini maiolicati è il centro del paese. I carretti dipinti sopravvivono soprattutto come oggetti da festa. Le Teste di Moro — i vasi in ceramica a forma di testa — portano una leggenda su una donna siciliana e un amante moro raccontata in versioni fra loro incompatibili.