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Fonterutoli

Fonterutoli caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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Fonterutoli site plan

La residenza

È una strada e un panorama. Il borgo sta sulla Chiantigiana a sud di Castellina, e la prima cosa che offre è la veduta: Siena all'orizzonte, la Valdelsa senese che scende sotto. Quella linea di vista non è accidentale — è il motivo per cui qui si è discusso di un confine.

La fabbrica è in gran parte quella di sempre. L'aspetto del luogo non è cambiato molto nel corso dei secoli, e alcune costruzioni originarie sono ancora in piedi. L'unica sostituzione è la più grande: il castello originario è stato sostituito dalla villa padronale alla fine del XVI secolo.

La villa ha giardini all'italiana, che sono il contrappeso formale a un borgo fatto per il resto di edifici di lavoro.

La chiesa è San Miniato, dentro il borgo.

Una targa al centro del paese data il luogo. Ricorda il 998, quando Ottone III mise fine alle contese fra le potenti diocesi di Siena, Fiesole e Arezzo, stabilendo confini e possessi. Un'altra lapide ricorda il soggiorno di Giorgio La Pira; la via che attraversa il borgo è Via Ottone di Sassonia, intitolata all'imperatore della prima.

Sotto la superficie moderna c'è una grandissima azienda vitivinicola. L'azienda copre 650 ettari, di cui 110 di vigneti specializzati in sette zone poste fra i 220 e i 570 metri, suddivise in 114 parcelle, in armonia con colture più marginali e con i boschi. Il suolo è la stessa coppia di pietre di cui sono fatti la fortezza e le tombe: il disfacimento di rocce di alberese e di arenaria ha conferito a questa terra, nelle parole dell'azienda, un'anima pietrosa e complessa.

Punti salienti

La leggenda dei due cavalieri

Durante le guerre fra Siena e Firenze, Fonterutoli fu sede degli accordi che posero fine alla disputa dei territori del Chianti. Si narra che secondo quegli accordi il confine dovesse essere stabilito nel punto d'incontro fra un cavaliere fiorentino e un cavaliere senese, partiti dalle rispettive città al primo canto del gallo — e che i due si incontrarono proprio vicino a Fonterutoli. È la storia d'origine del gallo nero che contrassegna il Chianti Classico, e la fonte la presenta come un racconto.

Il 998, e una targa

Una targa posta al centro del borgo ricorda che nel 998 l'imperatore Ottone III mise fine alle contese fra le diocesi di Siena, Fiesole e Arezzo, stabilendo confini e possessi. Fonterutoli è un luogo dove si decidono confini da mille anni.

Una famiglia dal 1435

Il castello di Fonterutoli è proprietà dei marchesi Mazzei dal 1435 — una continuità di quasi sei secoli, e la ragione per cui il borgo è cambiato così poco.

Una cantina costruita sulla gravità

La Cantina di Fonterutoli è stata progettata da Agnese Mazzei su tre livelli di profondità, perché le uve raccolte nel piazzale scendano attraverso la vinificazione e la maturazione nel legno per forza di gravità. Ospita 74 vasche in acciaio troncoconiche da 100 ettolitri, una parcella per volta; quindici metri più sotto, una barriccaia con oltre 3.000 fusti di rovere, dove temperatura e umidità sono garantite da cinque falde d'acqua che scorrono naturalmente lungo le pareti della roccia a vista. Fa parte del circuito Toscana Wine Architecture, quattordici cantine di design.

Giardini all'italiana e una chiesa

La villa Mazzei con i suoi giardini all'italiana, e la chiesa di San Miniato, entrambe dentro il borgo.

Tombe etrusche nel bosco

La necropoli del Poggino è in un boschetto in questa località: quattro tombe a camera visibili unite da un sentiero, usate dalla fine del VII secolo a.C. al V, e visitabili liberamente. Il museo di Castellina nomina il Poggino di Fonterutoli fra le sepolture aristocratiche dei principi etruschi del Chianti.