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Fonterutoli

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Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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Introduzione

Fonterutoli — si pronuncia Fonterùtoli — è una frazione del comune di Castellina in Chianti, in provincia di Siena, con 80 abitanti al dato del 2001 e posta a 502 metri.

Si trova nel cuore della zona del Chianti, lungo la Strada regionale 222 Chiantigiana poco oltre Castellina in Chianti, in direzione Siena. Da qui si gode un panorama unico: si vede Siena e si domina il paesaggio della Valdelsa senese.

Le sue origini sono antiche al punto da essere note ai tempi di etruschi e romani, come registrano i nomi Fons Rutolae e Fons Rutilant. La necropoli del Poggino etrusca sta in un boschetto qui vicino.

Il castello di Fonterutoli è proprietà della famiglia dei marchesi Mazzei, che vi si stabilì fin dal 1435. Il suo aspetto non è cambiato molto nel corso dei secoli e alcune costruzioni originarie si conservano; solo il castello originario è stato sostituito dalla villa padronale alla fine del XVI secolo.

All'interno del borgo si trovano la chiesa di San Miniato e la villa Mazzei, quest'ultima con suggestivi giardini all'italiana.

Architettura

Il monumento è il borgo, non un singolo edificio. Fonterutoli ha mantenuto la sua forma attraverso i secoli, conservando alcune costruzioni originarie, così l'interesse sta nell'insieme: una via breve, Via Ottone di Sassonia, con lungo di essa gli edifici di lavoro di una tenuta.

La villa ha sostituito il castello, e la data si sa. Il castello originario è stato sostituito dalla villa padronale alla fine del XVI secolo — la consueta traiettoria toscana dalla sede fortificata alla casa signorile, qui documentata e non dedotta.

I giardini sono formali. La villa Mazzei ha giardini all'italiana, che in un borgo di ottanta persone sono una dichiarazione deliberata di rango.

La chiesa è San Miniato, dentro il borgo.

L'architettura più nuova qui è sotto terra. La cantina è organizzata su tre livelli di profondità perché il frutto si muova per gravità, con la barriccaia a quindici metri scavata contro la roccia a vista lungo la quale scorrono cinque falde d'acqua, che fanno il lavoro di un impianto di umidificazione. Fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.

Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo

Il terreno stesso è il primo materiale. L'azienda descrive una terra unica alla quale il disfacimento di rocce di alberese e di arenaria ha conferito un'anima pietrosa, complessa — le stesse due pietre di cui è fatta la Rocca di Castellina e con cui furono costruite le tombe del Poggino.

La fabbrica antica è conservazione, non ricostruzione. L'aspetto del borgo non è cambiato molto nel corso dei secoli e alcune costruzioni originarie restano; l'unico intervento grande è la villa cinquecentesca al posto del castello.

La cantina è stata progettata attorno a una forza, non a una pianta. Il progetto di Agnese Mazzei è su tre livelli di profondità proprio per consentire alle uve raccolte nel piazzale di scendere nelle varie fasi della vinificazione e della maturazione nel legno nel modo più naturale possibile: la forza di gravità. È descritta come moderna e a basso impatto, custode di una conoscenza secolare.

Le vasche sono dimensionate sulla terra, non sul volume. 74 vasche in acciaio troncoconiche da 100 ettolitri consentono la lavorazione delle uve di ciascuna parcella separatamente, per salvaguardare la biodiversità e dare luogo a una serie di microvinificazioni; unite all'uso sapiente delle follature e a lunghe macerazioni, producono vini dall'eccezionale estrazione di colore e tannini particolarmente morbidi ed eleganti.

La barriccaia è climatizzata dalla geologia. A quindici metri di profondità, fra oltre 3.000 fusti di rovere, la temperatura e il giusto grado di umidificazione sono garantiti da cinque falde d'acqua che scorrono in maniera del tutto naturale lungo le pareti della roccia a vista.

Domande frequenti

È da qui che viene il gallo nero?

È qui che è ambientata la storia. Fonterutoli fu sede degli accordi che posero fine alla disputa fra Firenze e Siena sul Chianti, e la leggenda legata a essi vuole due cavalieri partiti dalle loro città al primo canto del gallo e incontratisi qui vicino. La fonte la racconta come leggenda, e così fa questa pagina.

Si può entrare liberamente?

Nel borgo sì, perché sta sulla strada pubblica; in cantina no. Le visite in cantina sono prenotate e durano dai 75 minuti a 1 ora e 45.

Che cosa si degusta?

Quattro vini nel Fonterutoli Wine Tour standard; cinque a scelta nel Private VIP Tour; sei in ciascuna delle due degustazioni lunghe, una delle quali costruita su tre annate ciascuna di Concerto di Fonterutoli e Siepi.

C'è dove mangiare?

Sì — l'Osteria di Fonterutoli, gestita dalla tenuta, che vende anche un'esperienza combinata di cantina e tavola.

Da quanto tempo ci sono i Mazzei?

Dal 1435. Il castello originario fu sostituito dalla villa alla fine del XVI secolo; poco altro è cambiato.

Che cos'è la targa del 998?

In quell'anno Ottone III mise fine alle contese fra le diocesi di Siena, Fiesole e Arezzo e ne fissò confini e possessi. La via si chiama Via Ottone di Sassonia in suo onore.

Le tombe etrusche sono qui?

Sì. La necropoli del Poggino è in un boschetto in questa località — quattro tombe visibili unite da un sentiero nel bosco, e visitabili liberamente.

Guarda Fonterutoli attraverso le foto dei viaggiatori →