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Casa Chianti Classico, Radda in Chianti

Casa Chianti Classico, Radda in Chianti cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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Comincia con un quadro per cui la gente camminava. Il toponimo Santa Maria ha origini antiche: l'edificio sacro è qui ricordato sin dall'inizio del IX secolo quale meta di pellegrinaggio, in venerazione di un'immagine della Vergine ritenuta miracolosa.

Poi divenne una dipendenza. Fu successivamente posto sotto la chiesa di San Niccolò a Radda come oratorio mariano — ed è per questo che la pala che Neri di Bicci vi dipinse nel 1474 mette san Niccolò a fianco della Vergine.

Nel Seicento fu unito alla parrocchia, e nel 1708 fu ceduto. L'oratorio di Santa Maria del Prato risultò unito alla propositura di San Niccolò, e tale unione durò fino al 1708, quando l'oratorio venne ceduto ai frati francescani affinché vi istituissero un convento.

L'edificio che si vede è ciò che fecero i frati. Il convento risale al Settecento, quando l'oratorio romanico esistente fu affidato a una comunità di religiosi che lo ristrutturarono, costruirono la struttura adiacente l'attuale chiesa e crearono il porticato davanti a essa.

La sua vita moderna è un'istituzione del vino. Gli ambienti restaurati ospitano oggi la Casa Chianti Classico, gestita da Convivium Srl: un bistrot, un'enoteca, un percorso sensoriale e informativo sul vino e sulla storia del Chianti Classico, spazi espositivi e per eventi, corsi. La materia che interpreta ha una storia lunga: la delimitazione della zona vitivinicola del Chianti dura da trecento anni, dall'editto di Cosimo de' Medici del 1716.

Verificato su Casa Chianti Classico, Radda in Chianti, ottobre 2026.