Commenda di Sant'Eufrosino, Volpaia
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Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026Introduzione
La commenda di Sant'Eufrosino è un edificio sacro situato a Volpaia, frazione di Radda in Chianti. È detta comunemente La Commenda perché era legata in origine a una commenda — un beneficio di vari poderi — e la chiesa-torre è intitolata a Sant'Eufrosino, evangelizzatore del Chianti.
Nel 1443 ser Pietro di ser Lorenzo della Volpaia ottenne da papa Eugenio IV il permesso di costruire nel castello di Volpaia una cappella dedicata a Sant'Eufrosino, il cui culto in quegli anni era molto vivo — nello stesso periodo venne rinnovato anche il santuario a lui dedicato presso Panzano in Chianti. La cappella fu costruita quale segno di riconoscenza verso il pontefice, che aveva concesso a ser Pietro il permesso di entrare nell'ordine di San Giovanni Gerosolimitano.
Fu annessa a un preesistente ospedale di proprietà dello stesso ordine gerosolimitano. La costruzione durò qualche decennio e si concluse dopo il 1460.
È Monumento Nazionale, dichiarato tale nel 1982, e la documentazione la definisce il più importante episodio di architettura rinascimentale del Chianti.
Architettura
La tipologia è quella della cappella ad aula del primo Rinascimento fiorentino. L'impianto si rifà alle cappelle del primo rinascimento fiorentino, specialmente alla sacrestia e alla cappella Pucci della Basilica della Santissima Annunziata di Firenze.
La paternità è uno stile, non un nome. L'impianto e la struttura sono quattrocenteschi e di ispirazione tipicamente michelozziana, ma le derivazioni da Michelozzo sono interpretate con uno stile vicino a quello di Giuliano da Maiano. Nessun architetto è documentato.
Fuori: una facciata semplice sotto un frontone che richiama quello di Michelozzo a Santa Maria delle Grazie di Pistoia. Il timpano a linea spezzata del portale è settecentesco, non originale. La muratura è a sasso accapezzato, il che fa pensare fosse destinata all'intonaco. Il prospetto tergale è notevolmente alto.
Dentro: due campate quadrate e un coro nascosto. Un'aula unica divisa da un arco trasversale e conclusa da una scarsella quadrata invisibile dall'esterno, chiusa dalla sacrestia e da una scala che sale a un vano superiore, cui si accede da due porticine simmetriche a fianco dell'arco. Volte a vela ovunque, sulle campate e sulla cappella del coro.
L'ordine è portato dalla pietra serena. Pilastri scanalati con capitelli corinzi sostengono l'arco della cappella, scolpito a ghirlande; l'arco centrale porta lumachelle; motivi floreali ritornano nei peducci d'imposta delle volte. Le scorniciature delle finestre sono mosse ma semplici, e le porte del coro sono incorniciate in pietra serena sotto una mensola a ovoli.
Tutto in essa è architettura urbana in una frazione, ed è per questo che la documentazione la distingue da tutto il resto del comprensorio.
Come è stato costruito e si è trasformato nel tempo
La pagò un uomo solo e la permise un papa. La licenza venne da Eugenio IV nel 1443; il committente, ser Pietro di ser Lorenzo della Volpaia, la costruì in riconoscenza per l'ammissione all'ordine gerosolimitano e la dotò di una commenda — un beneficio di vari poderi — il cui reddito la manteneva. L'articolo su Volpaia registra che ser Pietro ne investì Fra Bartolomeo Canigiani, cavaliere gerosolimitano.
Ci vollero circa due decenni. La costruzione durò qualche decennio e si concluse dopo il 1460; l'edificio è datato 1443-1460.
La pietra esterna non era la finitura. La facciata è costruita a sasso accapezzato — pietra sommariamente sbozzata — e per questo in origine doveva probabilmente essere intonacata. Quel che si vede oggi non è dunque ciò che era previsto.
La finitura interna è in pietra serena, ed è lì la spesa. Pilastri scanalati, capitelli corinzi, ghirlande e lumachelle scolpite, peducci floreali, scorniciature alle finestre e ovoli sopra le porte: un ordine architettonico completo in arenaria grigia lavorata, che in una frazione di queste dimensioni è un investimento vistoso.
I secoli successivi la rifecero e poi la disfecero. Adeguamento barocco nel primo Seicento; semiabbandono nel primo Settecento; restauro a fine secolo; e nella seconda metà dell'Ottocento il ripristino dello stile rinascimentale originario. Il timpano settecentesco del portale è il principale superstite visibile del gusto intermedio.
Domande frequenti
Perché si chiama commenda?
Perché era legata a una commenda — un beneficio di vari poderi — istituita nel 1443 da ser Piero della Volpaia, che ne investì un cavaliere gerosolimitano, Fra Bartolomeo Canigiani.
Quando fu costruita?
Iniziata nel 1443 per permesso di papa Eugenio IV e conclusa dopo il 1460.
È davvero il miglior edificio rinascimentale del Chianti?
È ciò che dice la documentazione: il più importante episodio di architettura rinascimentale del Chianti. È Monumento Nazionale dal 1982.
Chi l'ha progettata?
Nessun architetto è documentato. Impianto e struttura sono di ispirazione michelozziana, interpretata in uno stile vicino a Giuliano da Maiano, e il frontone richiama quello di Michelozzo a Santa Maria delle Grazie di Pistoia.
Dov'è il Cosimo Rosselli?
A Firenze. La Madonna col Bambino tra i Santi Eufrosino e Giovanni Battista del 1480 se ne andò con la sconsacrazione del 1932 ed è al centro nazionale di studi sul Rinascimento, in palazzo Strozzi.
Si può entrare?
Nessuno pubblica orari o biglietti, perciò questa pagina non dice che si possa. La facciata e la piazza sono pubbliche.
Perché la chiesa sembra più alta da dietro?
Perché lo è. La parte tergale dell'edificio è notevolmente sviluppata in altezza, e la scarsella quadrata è nascosta dentro il volume della sacrestia e di una scala che sale a un vano superiore.
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