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Volpaia

Volpaia cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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Fu costruito dov'è per una ragione sola. Il castello sorse probabilmente intorno al X secolo, sul crinale di una collina che si diparte dalla Badia a Montemuro verso Radda, perché, posto sullo spartiacque di due piccole valli formate da affluenti della Pesa, era facilmente difendibile: requisito prezioso in un'epoca che l'assestarsi della società feudale aveva reso profondamente insicura.

La situazione strategica era doppiamente importante perché si trattava di terra di frontiera, fra Firenze e Siena. Dal punto di vista politico il borgo fortificato rientrava, insieme alla vicina pieve di Santa Maria Novella, nella judicaria florentina fin dall'XI secolo, ma risulta compreso con certezza nel territorio dipendente da Firenze solo dalla seconda metà del XII, epoca dei primi regolamenti di confine fra la repubblica senese e quella fiorentina. Così, quando nel 1250 Firenze organizzò il proprio territorio in giurisdizioni autonome dette Leghe, Volpaia venne compresa nella Lega del Chianti, tra i popoli del Terzo di Radda.

Da quella collocazione dipendevano la chiesa e le strade. Volpaia faceva parte della diocesi fiesolana e la sua chiesa, dedicata a San Lorenzo martire, dipendeva dalla pieve di Santa Maria Novella. Da quest'ultima località, importante nodo viario chiantigiano, partiva una strada che, passando per Volpaia, serviva ai collegamenti fra l'alta valle della Pesa e il Valdarno Superiore: proprio per questo vi sarebbe poi nato nel XV secolo uno spedale per il ricovero dei pellegrini.

Poi le arrivò addosso il Quattrocento. Volpaia subì più volte le conseguenze della secolare lotta fra la repubblica senese e quella fiorentina: soprattutto le scorrerie del capitano di ventura Alberico da Barbiano durante la guerra fra Firenze e Filippo Maria Visconti, e le due disastrose invasioni aragonesi del 1452 e del 1478.

Nel 1478 si mise in luce. Il 24 dicembre 1477 si erano alleati contro Firenze la Repubblica di Siena e Ferdinando, re di Napoli; l'anno successivo il blocco ottenne anche la benedizione pontificia, perché vi aderì papa Sisto IV, adirato con i Medici per aver ritenuto compromesso nella congiura dei Pazzi suo nipote, cardinale di San Giorgio. Nel luglio 1478 l'esercito dei collegati attaccò lo stato fiorentino dalla val di Staggia, pose l'assedio al castello di Rencine e presto lo conquistò, poi in agosto si impadronì dei principali fortilizi chiantigiani, fra i quali quello di Volpaia. E poiché gli articoli terzo e sesto della Lega stabilivano che tutte le terre e i castelli conquistati entro un raggio di quindici miglia da Siena dovessero appartenere ai senesi, Volpaia sembrava ormai destinata al campo avverso. Invece il mese di agosto non era ancora finito e già Volpaia si ribellava ai senesi che ne avevano preso possesso: scacciata la guarnigione posta a guardia, fece prigioniero il commissario senese, di nome Cipriano, che fu condotto a Firenze.

La rappresaglia fu immediata e la riconquista rapida. Avvisato della rivolta, l'esercito dei collegati accorse con Federico, figlio del re di Napoli, alla testa di molte truppe, e il 2 settembre, vinta la resistenza dei difensori, espugnò nuovamente il castello. Non fu una conquista duratura: il 7 ottobre dello stesso anno il fortilizio fu riconquistato dai fiorentini, come la maggior parte dei castelli chiantigiani. La guerra si spostò fuori dal Chianti e proseguì fino alla tregua patteggiata a Roma nel 1479, trasformata in pace nel marzo 1480.

La pace la smantellò. Una svolta ebbe luogo nel XVI secolo con il declino della potenza senese, che portò nel 1555 alla caduta della repubblica. Cominciò per il Chianti un lungo periodo di pace e Volpaia, venuta meno la funzione difensiva, perse poco a poco anche l'aspetto guerresco: scomparvero larghi tratti di mura e al loro posto furono costruite abitazioni.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.