
Arco dei Gavi
Scopri Arco dei Gavi
Ultimo aggiornamento il 22 settembre 2026Introduzione
L'Arco dei Gavi sta accanto a Castelvecchio a Verona, e due cose lo rendono insolito.
Primo, è un monumento privato. Gli archi romani erano di norma imperiali; questo fu eretto nel I secolo d.C. dalla gens Gavia, ricca famiglia veronese, per sé stessa.
Secondo, è firmato. L'architetto, un liberto di nome Lucio Vitruvio Cerdone, vi incise il proprio nome, cosa che pochissimi edifici romani al mondo portano.
Ciò che sta in piedi, inoltre, non è dove stava. Le truppe napoleoniche lo abbatterono nel 1805; le pietre furono conservate, e nel 1932 fu ricostruito qui.
Architettura
L'arco è a fornice unico, fiancheggiato da colonne corinzie binate su alti plinti, con pesante trabeazione e attico sopra.
È relativamente piccolo e misurato -- monumento familiare anziché dichiarazione trionfale -- e le sue proporzioni sono accurate anziché soverchianti.
Nicchie nei piloni ospitavano un tempo le statue dei Gavii, e iscrizioni li nominavano: la famiglia mise i propri membri dove un imperatore avrebbe messo sé stesso.
La firma dell'architetto, L. Vitruvius L. L. Cerdo architectus, è incisa sull'arco.
Accanto è esposto un tratto di lastricato romano della via Postumia, con i solchi scavati dalle ruote dei carri ancora visibili nella pietra: spostato qui con l'arco e, per molti visitatori, l'oggetto più toccante dei due.
Come è Stato Costruito
Un fornice unico, volutamente sobrio. Colonne corinzie binate su alti plinti affiancano un solo arco, sotto una pesante trabeazione e un attico. È piccolo per un arco romano, e le proporzioni sono misurate più che imponenti: la differenza fra una famiglia che si commemora e un imperatore che annuncia una vittoria.
Opera firmata. Sul monumento è inciso L. Vitruvius L. L. Cerdo architectus. L’architettura romana è quasi sempre anonima: un architetto per di più liberto che mette il proprio nome sul monumento di una famiglia patrizia vale la sosta.
Rimontato, e lo dichiara. La ricostruzione del 1932 è un’anastilosi, lo stesso metodo usato per Ponte Pietra dopo la guerra. I blocchi originali furono riconosciuti e rimessi al loro posto, con materiale nuovo solo dove non restava nulla. Si guarda pietra autenticamente romana in un montaggio autenticamente novecentesco, su un sito che non è quello originario.
La strada è ancora lì. Accanto è esposto un tratto di basolato romano con i solchi dei carri: la superficie che l’arco era stato costruito per scavalcare.
Domande Frequenti
È al suo posto originario? No. Sorgeva sulla Via Postumia e fu ricostruito nel 1932 poco distante, accanto a Castelvecchio, dopo la demolizione del 1805.
La pietra è originale? In gran parte sì: i blocchi furono conservati dopo la demolizione e rimessi al loro posto, con materiale nuovo solo dove mancavano pezzi.
C’è qualcosa da pagare? No. Sta all’aperto su una via pubblica, senza biglietto né orari.