Baia dei Saraceni, Varigotti
Baia dei Saraceni, Varigotti cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 19 ottobre 2026Di solito non è la baia ad avere la storia, ma questa sì. Tutto a Varigotti si è disposto attorno a questa insenatura finché è stata un porto: la fortificazione sul capo, gli edifici civili sul versante orientale, il monastero e la sua chiesa sulla collina sopra. Quando il bacino si è riempito, tutto è rimasto dalla parte sbagliata di un promontorio e il paese si è ricostruito dall’altra. Nella baia resta la sabbia, e attorno restano quattro secoli di rovine che guardano giù verso una spiaggia.
Cronologia
- VI-VII secolo Il porto di qui offre un approdo sicuro alle navi bizantine che mantengono i collegamenti con le fortificazioni ancora attive lungo l’Appennino ligure e le Alpi Marittime. È difeso da un castrum su Punta Crena, con gli edifici civili accanto al porto e sul fianco orientale del promontorio, dove rimane ancora un muro perimetrale.
- Il re longobardo Rotari distrugge l’insediamento e spazza via i Bizantini dalla costa ligure; Varicottis cade in disuso perché i Longobardi non hanno flotta. La prima carriera del porto finisce qui.
- Il 28 agosto il monastero sul pendio sopra la baia viene posto sotto l’abbazia di Lerino da un accordo fra il vescovo di Albenga e l’abate Garin. La sua chiesa sta ancora lì, a guardare l’acqua.
- XII-XIII secolo Varigotti riprende importanza e prosperità grazie all’antico porto, che diviene un’importante base di difesa e attacco marittimo dei Del Carretto. È la seconda e ultima carriera attiva del porto.
- XIII-XIV secolo La popolazione si sposta dall’area del porto a ponente del promontorio, dove il paese sta oggi, e vi si costruisce una chiesa nuova. La baia viene abbandonata prima ancora di essere chiusa.
- Dopo una sconfitta di Finale da parte di Genova, il porto viene interrato per opera dei genovesi: un fatto che la fonte stessa definisce controverso, e che un altro racconto dà invece come distruzione a opera della flotta genovese in epoca antica, senza anno. In ogni caso da allora la baia è una spiaggia.
- Dopo un’invasione turca viene costruita una torre di vedetta in cima al promontorio. La baia non è più un porto, ma la costa va comunque sorvegliata.
- metà anni Sessanta Finisce il campeggio libero sulla spiaggia della baia dei Saraceni, fino a quel momento ancora possibile. È l’unica data pubblicata per un cambiamento d’uso della baia in epoca moderna.
- La ferrovia costiera fra qui e Capo Noli viene abbandonata per una nuova linea interna completamente in galleria, dopo decenni di frane dalle falesie e dopo quella del Malpasso che nel 1949 uccise due macchinisti. Il vecchio tracciato in paese è oggi il parcheggio pubblico con cui si arriva a questa spiaggia.
Che cosa lascia un porto interrato
Del porto in sé non risulta sopravvivere nulla: nessun molo, nessuna banchina, nessuna struttura in acqua. Sopravvive tutto quello che è stato costruito a causa di esso, e sta tutto sul promontorio: le rovine del castrum, il muro perimetrale bizantino sul fianco orientale, i resti quattrocenteschi dell’abitato che stava su quel versante e sulla selletta accanto, e la chiesa di San Lorenzo a mezza costa, che fu parrocchiale finché la popolazione non se ne allontanò. La torre del 1559 e i resti del convento sono venuti dopo che il porto era già sparito. La baia ha tenuto solo il nome, e il nome indica Saraceni la cui presenza qui la fonte si rifiuta di confermare. Il cambiamento più recente è il più piccolo e il meglio datato: il campeggio libero, possibile su questa spiaggia fino a metà degli anni Sessanta, e non più da allora.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
